18 de Diciembre, 2009
Elena Popescu- Rumania
CUANDO TODO SE PIERDE El reloj no se ha parado pero no se le ve marcar las horas en la esfera del tiempo que está parado, en contemplación. La perspectiva no se ha perdido pero los objetos ya no se ven delimitados en la extensión pura del espacio, el que no tiene nombre. La vida no ha acabado pero la muerte ya no se ve en el horizonte esperando al ser que se rebeló un día, en alguna parte, en el país del olvido. Todo está en su sitio como antes aunque todo ya no significa nada cuando se pierde en el espacio sin tiempo, en el tiempo sin espacio.
Traducción del rumano por Joaquín Garrigós
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Por lobogabriel - 18 de Diciembre, 2009, 14:58, Categoría: poesia
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Roberto Reséndiz Carmona- México
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Ignoro
Ignoro
si será posible
ascender a la cumbre del Everest
o bajar al gran cañón del colorado
si el planeta Marte
vive los jueves y domingos
si habita en el nunca jamás
o si nunca jamás seremos por siempre solitarios.
Ignoro
si sueño con delinquir su cuerpo de palabras
si repartir estrellas
me dará la oportunidad
de regresar del mundo de los muertos.
De: Tal vez seremos inmortales, Colombia, 2008
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Por lobogabriel - 18 de Diciembre, 2009, 14:46, Categoría: poesia
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IV Festival di Poesia Parola Nel Mondo
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Vorto en la mondo, Palavra no mundo, Worte in der Welt, Rimayninchi llapan llaqtapi, Paraula in su Mundu, Cuvânt în Lume, Parole dans le Monde, Ordet i verden, Word in the world, Palabra no mundo, Ñe’ê arapýre, Paraula en el Món, Chuyma Aru
Palabra en el Mundo
dal 20 al 25 maggio 2010 ‘la diversità arricchisce il mondo’
Ai poeti che, pure, sono persone di parola e azione; Agli insegnanti impegnati nel segnare il futuro; A quei giornalisti che non nascondono verità; Ai lavoratori della cultura, quelli che fanno fiorire i sogni.
L’intenzione iniziale era di smuovere le montagne con la poesia. Eravamo in pochi, quelli che credono che tutto sia possibile soltanto volendolo. Nella solitudine di un attimo di tranquillità o nella febbrile ricerca di un luogo ‘possibile’ unimmo le voci per lasciare volare la parola, libera di cercare un’eco migliore. Da trecentocinquanta punti della terra ricevemmo risposta. Più di quanto ci si aspettava. In questo camminare imparammo che la Poesia è più che parole: è foglia che cade, è sorriso di un bambino, è madre che allatta, è coppa che si alza per celebrare l’amicizia e la fatica, è paesaggio che accompagna il nostro cammino, è ricordo, è speranza. E’. Palabra En el Mundo nasce da un’idea del “Proyecto Cultural SUR Internacional”, della “Revista Isla Negra” e del “Festival Internacional de Poesía de La Habana”.
Parola Nel Mondo in poche righe: Parola nel Mondo si costruisce con la partecipazione di tutti. L’idea di base è che ogni partecipante realizzi un’attività poetica nella sua città. Chi lo riterrà opportuno potrà integrare con musica, teatro, arti plastiche, fotografia etc.
La pubblicità legata all’evento deve avere per oggetto, in l’Italia: IV Festival Parola Nel Mondo Si segnala l’istituzione, il gruppo etc. che convocano a livello locale ogni incontro di Parola Nel Mondo (esempio: Centro Culturale Il Fiore di Milano, il Caffè Letterario Pasolini in Roma…)
Promozione: Tutti gli organizzatori assumono la responsabilità di promuovere tra i loro contatti il Festival
Poesia ai bambini, nelle scuole: Parlare di poeti e poesia nelle scuole. Lo faranno i docenti, i bambini la inventeranno o la illustreranno affinchè si possa allestire una mostra poetica locale o, semplicemente, si possanno affiggere ‘manifesti’ di poesia (Poesia Manifesta) nelle vetrine dei locali commerciali.
Università: Organizzare colloqui, seminari e conferenze focalizzando lo studio su di un tema poetico, una generazione, un poeta etc. Proporre e realizzare recitals, mostre di poesia illustrata. Occorre approfondire, poeticamente, i vincoli tra comunità universitaria e società.
Radio: Durante i giorni del Festival le radio iscritte all’iniziativa trasmetteranno programmi o rubriche dedicate alla poesia con poeti invitati, interviste, letture etc. E’ anche possibile, in occasione delle date destinate a Parola nel Mondo, trasmettere readings in diretta radiofonica (via web).
Televisione: Idem come sopra. Programmi o interviste ad autori locali con poesia letta in studio o in collegamento da. Via web.
Stampa: I periodici partecipanti possono pubblicare una pagina o un supplemento di poesia. Le riviste possono partecipare con un numero speciale dedicato alla poesia.
Biblioteche: Organizzare omaggi o recitals di poesia. E’ possibile diffondere in maniera particolare, nei giorni dedicati a Parola Nel Mondo, il patrimonio poetico della biblioteca invitando la comunità alla lettura.
Parchi, giardini botanici etc.: Organizzare una lettura e piantare un albero dedicato alla poesia o come omaggio ad uno o vari poeti con l’idea di creare, col tempo, un piccolo bosco simbolico di Poesia o della Parola Poetica nel Mondo.
Municipi: Numerosi comuni, durante questi anni, hanno dichiarato l’attività poetica ‘cittadina’ in occasione di Parola nel Mondo. Tutto questo ha sostenuto le organizzazioni locali dell’iniziativa. E’ necessaria una semplice richiesta di patrocinio gratuito alle autorità locali; ogni comune partecipante godrà dell’iniziativa con la pubblicità dei canali culturali di Parola Nel mondo, a livello internazionale.
Responsabilità: Ogni organizzatore riceverà il materiale promozionale di Parola Nel Mondo affinchè questo possa venire stampato e distribuito. Si riceverà, pure, una ‘certificazione di partecipazione all’evento’ destinata e all’organizzatore locale e ai poeti partecipanti.
I dati richiesti: Ad ogni organizzatore si domandano i seguenti dati, che verranno inclusi nel programma generale del Festival e diffusi nel mondo: Nazione, città o paese, location scelta per l’evento (es. Scuola, caffè letterario Pasolini, etc.), giorno (scegliere una data dal 20 al 25 maggio 2010. E’ possibile realizzare nella stessa città un’iniziativa al giorno per tutti i giorni di Parola Nel mondo), generalità organizzatore, generalità poeti partecipanti, email di riferimento, eventuale patrocinio di:
Ogni organizzatore dovrà comunicare, a fine evento, un sunto dell’esperienza che verrà divulgato tra i canali internazionali di competenza del Festival.
Tito Alvarado (presidente Proyecto Cultural Sur) pcsur@aei.ca Gabriel Impaglione (director Revista Isla Negra) poesia@argentina.com Alex Pausides (presidente Festival Internacional de Poesía de La Habana)proyectosurcuba@uneac.co.cu
Carolina Orozco (Responsable del blog oficial del Festival) http://festivalpalabraenelmundo.spaces.live.com/ orozco.carolina@hotmail.com Luis José Garván Flores (Alternativa SUR / diseño publicitario) actua1@hotmail.com Rosa Maria Cosenza (Coordinadora de literatura, Proyecto Cultura SUR Brasil) paulorosa.ml@convex.com.br
Riferimenti, info, adesioni per l’Italia: Giovanna Mulas – mulasgiovanna@yahoo.it /direzioneisolanera@yahoo.it
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Por lobogabriel - 18 de Diciembre, 2009, 14:40, Categoría: palabra en el mundo
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Hugo Foscolo- Italia
S.VII -(bis) IL PROPRIO RITRATTO
Solcata ho fronte, occhi incavati intenti, Crin fulvo, emunte guanche, ardito aspetto, Labbri tumido arguti, al riso lenti; Capo chino, bel collo, irsuto petto; Membra esatte; vestir semplice eletto; Ratti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti; Prodigo, sobrio, umano, ispido, schietto; Avverso al mondo, avversi a me gli eventi: Mesto i piú giorni e solo, ognor pensoso, Alle speranze incredulo e al timore; Il pudor mi fa vile; e prode l´ira: Cauta mi parla la ragion; ma il core, Ricco di vizi e di virtú, delira: Morte, tu mi darai fama e riposo.
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Por lobogabriel - 18 de Diciembre, 2009, 14:31, Categoría: poesia
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Oscar Marchesin- Uruguay
Reunion en la jungla (Cortado el ultimo arbol se murio el ultimo pajaro…)
El mono sobrevivia solo nunca penso transformrse
En un pobre hombre…
El mono feliz pobre o no en su desconocimiento
En la busqueda de alimentos y sin limites (¿?)
Encontro un hueco que lo condujo a esta realidad…
Un pozo ciego sin fondo sin fin en su cerebro breve
Fue su mente infinita para el bien y para el mal
El pobre mono hombre infeliz de hoy…
Le importaba cubrirse por el frio armarse contra las bestias
Descubrio el sexo opuesto en algun descuido impensado…
Como habra sido esa primera vez ?
Cazaba y comia nomade marco los caminos
Llegada cada noche dormia para seguir…
Engendro hijos en las cuevas de piedra
Como habra sido el primero ?
La piedra la madera y hasta alli la normalidad
La rueda de piedra o de madera casi redonda lo ayudo
Comenzo con el cambio en la rutina y penso…
Ya conocia el fuego aparecio el metal
Los ejes de hierro los bujes de bronce
La evolucion tenia origen y programo…
Y fue tan nefasto que invento el trabajo…
Vendio su tiempo se quedo sin alma
Limito su vida se regalo siendo libre…
El pobre mono cada vez mas erguido…
Y envidio las posesiones del otro
Comenzaron los canjes principio del dinero…
Y quizo tener mas
Y se sometio al otro para obtener material
Invento jefes directivos y dueños negreros
Se esclavizo solo…
Pero quiso esclavizarse mas invento el casamiento
Los suegros cuñados la envidia el odio el terror…
Destruyo las selvas con el cemento de las ciudades…
Ya no caminaba se transportaba ya no se cubria se vestia
Ya no miro el cielo un reloj lo controlaba…
Quiso medir el tiempo se sometio a los horarios
Sacrifico mas su libertad en pos de tener mas (¿?)
Robo saqueo invento la carcel y se apreso…
Asesino pueblos enteros para lograr poder (¿?)
Engendro al diablo en el Norte para mantenerlo cerca…
Y podemos seguir fácilmente ilimitadamente
Pero lo peor de todo esto es que nadie me consulto
Si yo estaba de acuerdo en vivir esta puta vida…
Cortado el ultimo arbol se murio el ultimo pajaro…
Y hoy que nada existe
Reventado el mundo sobre-calentado
Me pregunto porque ?
Si a mi con la selva me bastaba…
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Por lobogabriel - 18 de Diciembre, 2009, 14:29, Categoría: poesia
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Daniel Gorosito- Mèxico
MUNDO NUEVO
Un mundo que no asfixie, donde existir se transforma en no existir. Donde la vida no sea, un paso más de una loca carrera sin meta aparente. Donde no olvidemos soñar fantasías, que nos lleven a jugarnos la existencia detrás de la utopía intemporal. Aunque sea sólo en sueños. Es tiempo de descubrir, cómo queremos vivir, ¿para qué? Y oír los estallidos de las voces ocultas, y el grito, de los pájaros nuevos. Si después de la tormenta, una sensible humanidad florece, sólo hallaremos luz en este valle, de oscuridad presente. Y esto no terminará, hasta un nuevo inicio. Nada comienza siempre, nada termina nunca, andar, andar, andar. El mundo ya no duerme, por miedo a no despertar. El mundo está, esposado al insomnio. Dormir, soñar y construir un mundo nuevo.
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Por lobogabriel - 18 de Diciembre, 2009, 14:25, Categoría: poesia
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EL POETA JOSE "PEPE" BARROETA. "HIJO ILUSTRE DE PAMPANITO"
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Nació en Pampanito (Estado Trujillo) el 24 de septiembre de 1942. Hijo de los reconocidos maestros Don Néstor Barroeta y Doña Emilia Paolini de Barroeta. Sus hermanos Antonio José, Concilio María, Mercedes Josefina, y Gustavo Ramón. En un viejo libro del registro civil del pueblo se puede leer que su nombre es José María Barroeta Paolini, pero lo conoceríamos como el poeta José “Pepe” Barroeta, y cariñosamente sus amigos lo llamarían “Pepe Templao”. Sus estudios de primaria y bachillerato los realizó en Pampanito y Trujillo. Se graduó de abogado en la Universidad de Carabobo; y doctor en Literatura Hispanoamericana (Paris, Francia 1981). En la Universidad de Carabobo se desempeñó como Director de publicaciones, y fue uno de los fundadores de la prestigiosa revista “Poesía”. Así mismo, cuando estuvo residenciado en Caracas, fue uno de los poetas bohemios más entusiastas del grupo la “República del Este”. También participó en las actividades literarias de los grupos “Tabla Redonda” y “Techo de la Ballena”, junto a poetas como Luis Alberto Crespo, Caupolican Ovalles, Víctor (Chino) Valera Mora, y Ramón Palomares. Fue profesor de literatura de la Universidad de los Andes (ULA), y decano de la Facultad de Letras. Con una selecta y exquisita producción literaria, que se encuentra en los libros: “Todos han muerto” (1971), “Cartas a la extraña” (1972), “Arte de anochecer” (1975), “Culpas de juglar” (1996). También recordamos un libro de rápida lectura “La Hoguera de Otra Edad” que trata acerca de las actividades realizadas por los grupos “Techo de la Ballena” y “Tabla Redonda”. (Lectura que hicimos por la generosidad de Alexis Rosario, hijo de nuestro amigo Pedro “Pepe” Rosario, quien nos prestó el texto). La lectura del libro sirvió para que este cronista escribiera un artículo titulado “José Pepe Barroeta, y La hoguera de otra edad”, que fue publicado en un periódico de la localidad. Esas notas de prensa las leyó el poeta.. Eso motivó que una noche alguien me buscara en mi casa, y era una figura delgada, con un aura de ser alguien importante, y me dijo “Yo soy Pepe Barroeta”. Y de allí nos fuimos para la Plaza Bolívar de Pampanito, nos sentamos en una banca, y echó largos cuentos de los grupos donde desarrolló sus potenciales literarios. Esa oportunidad sirvió para establecer una amistad con el poeta José “Pepe” Barroeta. De los últimos años, estuvo casi diez, sin escribir, y se dedicó a concebir su obra “Elegías y dolores” (2006), que se convirtió en un libro póstumo. Allí encontramos un bello poema donde vuelca la mirada a Pampanito, a sus recuerdos, a las imágenes de sus amados padres, en busca de ese aliento vital y la “ternura calientica de sus seres amados” que se entretejen en los recuerdos de los días pasados. Dice así el poema: “DIME TÚ, PAMPANITO. Dónde estarán mi padre y mi madre/ con sus rostros./ Dime Tú, Pampanito/ que estás en la tierra/ y en el cielo/ qué piedras,/ qué sueño del camino/ recojo./ Dime y dame/ la ternura caliente de los/ muertos. (Elegías y Olvidos, 2006). La noticia de su muerte se difundió por el mundo entero: “Murió el poeta de Pampanito José Pepe Barroeta. El lunes 5 de junio de 2006, murió en la ciudad de Mérida el poeta venezolano José Barroeta, a sus 64 años, tras una dilatada agonía…”. Pero también leímos en otros titulares de la prensa nacional: “Ha muerto el poeta más original de las letras hispanoamericanas”. En una buena parte del mundo, en algunos países de Europa, se han rendido homenajes con actos y recitales a este laureado poeta pampanitense. Hace pocos años, exactamente en el año 1996, este cronista aprovechó la oportunidad, como miembro del grupo literario “Canto sin fin” (de Trujillo), que posteriormente se conocería como “Aleteia” (y que publicamos varios números de una revista literarias con el mismo nombre), de llevarles una propuesta muy justa y meritoria, para que este grupo, integrado por los poetas José de Jesús Suárez, María Elena Delgado, José Gregorio Valera, Pedro Pérez Aldana y Egisto Vargas, me acompañaran para proponer ante la Cámara municipal de Pampanito, al poeta José “Pepe” Barroeta como “HIJO ILUSTRE DE PAMPANITO”. Todos manifestaron estar de acuerdo, y el poeta José de Jesús Suárez, me manifestó que incorporara al Ateneo de Pampanito, para que participaran en los actos. La gente del ateneo también aceptó, y pudimos enmarcarlos dentro de la programación del V Aniversario del Ateneo de Pampanito. Llevé a la cámara la propuesta, en una pequeña y sencilla carta donde expuse algunos de los méritos del poeta, en los siguientes términos: “Pampanito, 4 de octubre de 1996. CIUDADANOS: PRESIDENTE Y DEMAS MIEMBROS DE LA CAMARA MUNICIPAL DE PAMPANITO. SU DESPACHO.- Aprovecho esta oportunidad como Cronista del Municipio Pampanito para felicitarlos por estar realizando una destacada gestión organizativa y de progreso para el beneficio de nuestro pueblo; igualmente, sirva este importante momento para recordarles que muy pronto se estará celebrando el Aniversario del Ateneo de Pampanito, razón por la cual, invito a esta ilustre Cámara a unirse en la alegría que entraña este acontecimiento, y a tal fin, muy humilde y respetuosamente les pido en justo reconocimiento que en el marco de dichas actividades conmemorativas se declare al escritor y poeta JOSE BARROETA PAOLINI, como “HIJO ILUSTRE DE PAMPANITO”, enalteciendo así los valores de nuestro pueblo, y a la vez, honrándose dicha Cámara por tan significativo gesto. Es de hacer notar que el poeta José Barroeta Paolini, nació en Pampanito el día 24 de Septiembre de 1942, y es hijo del muy distinguido y mentado Maestro Don Néstor Barroeta, y de doña Emilia Paolini de Barroeta. Este escritor ha participado en varios grupos literarios que irrumpen en el país y han dejado profundas huellas en la literatura venezolana, esos grupos son: “Tabla Redonda”, HAA, y en “La Pandilla de Lautréamont”. Entre sus obras podemos mencionar: “Todos han Muerto”, “Arte de Anochecer”, “Cartas a la Extraña”, “La Imagen del Padre en la Poesía Contemporánea Venezolana”, “Recuerdo, derrota y testimonio. Acercamiento a la poesía de Luis Camilo Guevara, Rafael Cadenas y Víctor Valera”, y “Fuerza del Día”.. Por su labor intelectual ha recibido diversos premios y distinciones: Premio Nacional de la Juventud, U.C.V., en 1965; Premio “Pro-Venezuela” de poesía en 1974. Mención en la Bienal “José Rafael Pocaterra”, en 1976. Y Premio Bienal de Poesía “Miguel Otero Silva” del Ateneo de Barcelona (en 1982) por el libro “Fuerza del Día”. Además de poeta y escritor, es abogado, y Doctor en Literatura Hispanoamericana (París, 1981). Entre otros cargos, se ha desempeñado como Jefe del Departamento de Literatura de la Universidad de Los Andes (U.L.A., 1985). Por las condiciones antes expresadas, y en justo reconocimiento a tan ilustre personaje, pedimos el pronunciamiento en esta Sesión Ordinaria de hoy lunes 07 de octubre de 1996, para que se haga dicha declaratoria, con la finalidad de elaborar el respectivo acuerdo, y entregárselo en un RECITAL DE POESIA previsto para celebrar el día viernes 18 de octubre de 1996, en el Ateneo de Pampanito. Agradeciéndole altamente su generosidad. Atentamente, Gregorio Riveros. Cronista Oficial del Municipio Pampanito”. El día 7 de octubre de 1996, se realizó la sesión ordinaria N. 38, del Concejo Municipal de Pampanito, con la asistencia del presidente Edgar Quevedo (Alcalde), Freddy Ávila (Vice-presidente), y los concejales Edgar Santos, Asley Peña, Juan Santos, Eduardo Urbina, Jesús Cadenas y Jorge Colmenares, y en la oportunidad de tratar el punto referido al poeta José Pepe Barroeta, quedó asentado en el acta lo siguiente: “… se leyó la comunicación dirigida por el Cronista del Municipio y otros integrantes del grupo literario “canto sin Fin” donde solicitaban se declarara Hijo Ilustre al escritor José “Pepe” Barroeta Paolini, para así reconocer los méritos de éste Baluarte Pampanitense nacido en este Municipio, sobre éste particular el Presidente sometió a la aprobación la solicitud de declarar “Hijo Ilustre” al poeta “Pepe” Barroeta Paolini, los Concejales la aprobaron por unanimidad…”.
Finalmente, establecimos comunicación con el poeta José Pepe Barroeta, quien nos manifestó que no podía trasladarse hasta Pampanito, ya que viajaría a Francia por esos días. Aún así, hicimos el recital de poesía en homenaje a José Pepe Barroeta, el día 18 de octubre de 1996, y estuvieron presentes los poetas María Elena Delgado, José Gregorio Valera, Iris Caltieri y Egisto Vargas. Al pasar los meses, regresó al país, y estuvo en Pampanito, recibiendo la distinción mediante una placa que otorgó el Concejo Municipal y entregó en su oportunidad el presidente del ateneo. Ese día, en horas de la noche, pudimos conversar con el poeta en un recital que se realizó en la Biblioteca Mario Briceño Iragorry de Trujillo. Allí también escuchamos de su voz, los versos del mismo poeta José Pepe Barroeta. Y nos satisface mucho que este destacado pampanitense haya recibido de su propio pueblo la merecida distinción de “Hijo Ilustre de Pampanito”.
Por: GREGORIO RIVEROS
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Por lobogabriel - 18 de Diciembre, 2009, 14:12, Categoría: bios
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Mijail Lamas- México
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(Sinaloa,1979). Poeta, traductor y crítico. Es licenciado en Lengua y Literatura Hispánicas por la Universidad Autónoma de Sinaloa. Becario de la Fundación para las Letras Mexicanas de 2005 a 2007. Ha publicado poesía y crítica en diferentes revistas y suplementos culturales del país. Una muestra de su poesía aparece en las antologías Los límites acordados: ocho poetas jóvenes sinaloenses (Difocur,2000); 1979. Antología poética (Ayuntamiento de Culiacán) y en la muestra latinoamericana del encuentro El vértigo de los aires. Ha publicado los libros de poemas Contraverano (Fondo Editorial Tierra Adentro, 2007) y Cuaderno de Tyler Durden seguido de Fundación de la casa (Ediciones sin Nombre, 2008). Ha traducido poemas de Luis Vaz de Camões, Cesáreo Verde y Mario de Sá Carneiro, así como prosas de Carlos Drummond de Andrade. Es director de producción de PÁRAMO ediciones.
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Por lobogabriel - 18 de Diciembre, 2009, 14:10, Categoría: bios
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Reflexiones del compañero Fidel- LA HORA DE LA VERDAD
Las noticias que llegan de la capital danesa reflejan caos. Los anfitriones, después de concebir un evento en el que participarían alrededor de 40 mil personas, no tienen forma de cumplir su palabra. Evo, que fue el primero de los dos Presidentes del ALBA en llegar, expresó profundas verdades que emanan de la cultura milenaria de su raza.
Aseguró, según las agencias de noticias, que tenía un mandato del pueblo boliviano de bloquear cualquier acuerdo si el texto final no satisface las alternativas. Explicó que el cambio climático no es la causa sino el efecto, que estábamos en la obligación de defender los derechos de la Madre Tierra frente a un modelo de desarrollo capitalista, la cultura de la vida frente a la cultura de la muerte. Habló de la deuda climática que los países ricos deben pagar a los países pobres, y devolverles el espacio atmosférico arrebatado.
Calificó de ridícula la cifra de 10 mil millones de dólares anuales ofrecidos hasta el año 2012, cuando en realidad se necesitan cientos de miles de millones cada año, y acusó a Estados Unidos de gastar trillones en exportar el terrorismo a Irak y Afganistán, y crear bases militares en América Latina.
El Presidente de la República Bolivariana de Venezuela habló el día 16 en la Cumbre a las 8 y 40 a.m., hora de Cuba. Pronunció un discurso brillante, que fue muy aplaudido. Sus párrafos eran lapidarios.
Impugnando un documento propuesto a la Cumbre por la Ministra danesa que presidía la Conferencia, expresó:
“…es un texto que viene de la nada, no aceptaremos ningún texto que no venga de los grupos de trabajo, que son los textos legítimos que se han estado negociando estos dos años”.
“Hay un grupo de países que se creen superiores a nosotros los del Sur, los del Tercer Mundo…”
“…no nos extrañemos, no hay democracia, estamos ante una dictadura”.
“…venía leyendo algunas consignas que hay en las calles pintadas por los jóvenes… Una: ‘no cambien el clima, cambien el sistema’… Otra: ‘si el clima fuera un banco, ya lo habrían salvado.’”
“Obama […] recibió el Premio Nóbel de la Paz el mismo día que envió 30 mil soldados a matar inocentes a Afganistán”.
“Apoyo el criterio de los representantes de las delegaciones de Brasil, Bolivia, China, solo quería apoyar […] pero no me dieron la palabra…”
“Los ricos están destruyendo el planeta, ¿será que se van a otro cuando destruyan este?”
“…el cambio climático es sin dudas el problema ambiental más devastador de este siglo.”
“…Estados Unidos llegará si acaso a 300 millones de habitantes; China tiene casi cinco veces más población que Estados Unidos. Estados Unidos consume más de 20 millones de barriles diarios de petróleo; China llega apenas a cinco o seis millones de barriles diarios. No se puede pedir lo mismo a Estados Unidos y a China.”
“...reducir la emisión de gases contaminantes y lograr un convenio de cooperación a largo plazo […] parece haber fracasado, por ahora. ¿La razón cuál es? […] la actitud irresponsable y la falta de voluntad política de las naciones más poderosas del planeta.”
“…la brecha que separa a los países ricos y pobres no ha dejado de crecer pese a todas esas cumbres y promesas incumplidas y el mundo sigue su marcha destructiva.”
“…El ingreso total de los 500 individuos más ricos del mundo es superior al ingreso de los 416 millones de personas más pobres.”
“La mortalidad infantil es de 47 muertes por cada 1000 nacidos vivos pero en los países ricos es de solo 5.”
“¿…hasta cuándo vamos a permitir que sigan muriendo millones de niños por enfermedades curables?”
“Dos mil 600 millones viven sin servicios de saneamiento.”
“El brasileño Leonardo Boff escribió: ‘Los más fuertes sobreviven sobre las cenizas de los más débiles.’”
“Juan Jacob Rousseau decía … ‘Entre el fuerte y el débil la libertad oprime.’ Por eso es que el imperio habla de libertad, es la libertad para oprimir, para invadir, para asesinar, para aniquilar, para explotar, esa es su libertad. Y Rousseau agrega la frase salvadora: ‘Solo la Ley libera.’”
“¿Hasta cuándo vamos a permitir conflictos armados que masacran a millones de seres humanos inocentes con el fin de apropiarse los poderosos de los recursos de otros pueblos?”
“Hace casi dos siglos un libertador universal, Simón Bolívar dijo: ‘Si la naturaleza se opone, lucharemos contra ella y haremos que nos obedezca.’”
“Este planeta vivió miles de millones de años sin nosotros, sin la especie humana; no le hacemos falta nosotros para que él exista, pero nosotros sin la Tierra no vivimos…”
Evo habló en la mañana de hoy jueves. Su discurso será también inolvidable.
“Deseo expresar nuestra molestia por la desorganizació n y por las dilaciones que existen en este evento internacional…”, dijo con franqueza al inicio de sus palabras.
Sus ideas básicas:
“Cuando preguntamos qué pasa con los anfitriones, […] nos dicen que es Naciones Unidas; cuando preguntamos qué pasa con las Naciones Unidas, dicen que es Dinamarca, y no sabemos quién desorganiza este evento internacional…”
“… estoy muy sorprendido porque solamente tratan de los efectos y no de las causas del cambio climático.”
“Si nosotros no identificamos de dónde viene la destrucción del medio ambiente […] seguramente nunca vamos a resolver este problema…”
“…están en debate dos culturas: la cultura de la vida y la cultura de la muerte; la cultura de la muerte, que es el capitalismo. Nosotros, los pueblos indígenas, decimos, es el vivir mejor, mejor a costa del otro.”
“…explotando al otro, saqueando los recursos naturales, violando a la Madre Tierra, privatizando los servicios básicos…”
“…vivir bien es vivir en solidaridad, en igualdad, en complementariedad, en reciprocidad…”
“Estas dos formas de vivencia, estas dos culturas de la vida están en debate cuando hablamos del cambio climático, y si no decidimos cuál es la mejor forma de vivencia o de vida, seguramente este tema nunca vamos a resolverlo, porque tenemos problemas de vivencia: el lujo, el consumismo que hace daño a la humanidad, y no queremos decir la verdad en esta clase de eventos internacionales.”
“…dentro de nuestra forma de vivencia, el no mentir es algo sagrado, y eso no lo practicamos acá.”
“…en la Constitución está el ama sua, ama llulla, ama quella: no robar, no mentir, ni ser flojos.”
“…la Madre Tierra o la Naturaleza existe y existirá sin el ser humano; pero el ser humano no puede vivir sin el planeta Tierra, y, por tanto, es nuestra obligación defender el derecho de la Madre Tierra.”
“…saludo a las Naciones Unidas, que este año, por fin, ha declarado el Día Internacional de la Madre Tierra.”
“…la madre es algo sagrado, la madre es nuestra vida; a la madre no se alquila, no se vende ni se viola, hay que respetarla.”
“Tenemos profundas diferencias con el modelo occidental, y eso está en debate en este momento.”
“Estamos en Europa, ustedes saben que muchas familias bolivianas, familias latinoamericanas vienen a Europa. ¿A qué vienen acá? A mejorar sus condiciones de vida. En Bolivia podía estar ganando 100, 200 dólares al mes; pero esa familia, esa persona viene acá a cuidar a un abuelo europeo, a una abuela europea y al mes gana 1 000 euros.”
“Estas son las asimetrías que tenemos de continente a continente, y estamos obligados a debatir cómo buscar cierto equilibrio, […] reduciendo estas profundas asimetrías de familia a familia, de país a país, y especialmente de continente a continente.”
“Cuando […] nuestras hermanas y hermanos vienen aquí a sobrevivir o a mejorar sus condiciones de vida, son expulsados, existen esos documentos llamados de retorno […] pero cuando los abuelos europeos hace tiempo llegaban a Latinoamérica nunca eran expulsados. Mis familias, mis hermanos no vienen acá a acaparar ni minas, ni tienen miles de hectáreas para ser terratenientes. Antes nunca había visas ni pasaportes para que llegaran a Abya Yala, ahora llamada América.”
“…si no reconocemos el derecho de la Madre Tierra, en vano vamos a estar hablando de 10 000 millones, de 100 000 millones, que es una ofensa para la humanidad.”
“… los países ricos deben acoger a todos los migrantes que sean afectados por el cambio climático y no estarlos retornando a sus países como les están haciendo en este momento…”
“…nuestra obligación es salvar a toda la humanidad y no a la mitad de la humanidad.”
“…el ALCA, Área de Libre Comercio en las Américas. […] no es Área de Libre Comercio en las Américas, es un área de libre colonización en las Américas…
Entre las preguntas que sugería Evo para un referéndum mundial sobre el cambio climático estaban:
“… ¿Está usted de acuerdo con restablecer la armonía con la naturaleza, reconociendo los derechos de la Madre Tierra?...”
“… ¿Está usted de acuerdo con cambiar este modelo de sobreconsumo y derroche, que es el sistema capitalista? ...”
“… ¿Está usted de acuerdo con que los países desarrollados reduzcan y reabsorban sus emisiones de gases de efecto invernadero…?
“… ¿Está usted de acuerdo en transferir todo lo que se gasta en las guerras y en destinar un presupuesto superior al presupuesto de defensa para el cambio climático?...”
Como se conoce, en la ciudad japonesa de Kyoto, en el año 1997 se firmó el Convenio de las Naciones Unidas sobre Cambio Climático, que obligaba a 38 países industrializados a reducir sus emisiones de gases de efecto invernadero en un determinado porcentaje con relación a las emitidas en 1990. Los países de la Unión Europea se comprometieron al 8%, y entró en vigor en el año 2005, cuando la mayoría de los países firmantes ya lo habían ratificado. George W. Bush, entonces presidente de Estados Unidos ―el mayor emisor de gases de efecto invernadero, responsable de la cuarta parte del total de estos―, había rechazado el convenio desde mediados de 2001.
Los demás miembros de Naciones Unidas siguieron adelante. Los centros de investigación continuaron su tarea. Es evidente ya que una gran catástrofe amenaza nuestra especie. Quizás lo peor sea que el egoísmo ciego de una minoría privilegiada y rica pretenda lanzar el peso de los sacrificios necesarios sobre la inmensa mayoría de los habitantes del planeta.
Esa contradicción se refleja en Copenhague. Allí miles de personas están defendiendo con gran firmeza sus puntos de vista.
La fuerza pública danesa utiliza métodos brutales para aplastar la resistencia; muchos de los que protestan son arrestados preventivamente. Me comuniqué con nuestro canciller Bruno Rodríguez, que estaba en un acto de solidaridad en la capital de Copenhague, junto a Chávez, Evo, Lazo y otros representantes del ALBA. Le pregunté a quiénes estaba reprimiendo con tanto odio la policía danesa, retorciéndoles los brazos y golpeándolos repetidamente por la espalda. Me respondió que eran ciudadanos daneses y de otras naciones europeas y miembros de los movimientos sociales que demandaban a la Cumbre una solución real ahora para enfrentar el cambio climático. Me dijo, además, que a las 12 de la noche continuarían los debates de la Cumbre. Cuando hablé con él era ya de noche en Dinamarca. La diferencia horaria es de seis horas.
Desde la capital danesa, nuestros compañeros informaron que lo de mañana viernes 18 es peor. A las 10 de la mañana se suspenderá durante dos horas la Cumbre de Naciones Unidas y el Jefe del Gobierno de Dinamarca sostendrá un encuentro con 20 Jefes de Estado invitados por él a discutir con Obama “problemas globales”. Así denominan la reunión cuyo objetivo es imponer un acuerdo sobre el cambio climático.
Aunque en la reunión participarán todas las delegaciones oficiales, sólo podrán opinar “los invitados”. Ni Chávez, ni Evo, por supuesto, se encuentran entre los que pueden emitir su opinión. La idea es que el ilustre Premio Nobel pueda pronunciar su discurso preelaborado, precedido por la decisión que se adoptará en esa reunión de transferir el acuerdo para fines del año próximo en la Ciudad de México. A los movimientos sociales no se les permitirá estar presentes. Después de ese show, en el salón principal del evento proseguirá la “Cumbre” hasta su ingloriosa clausura.
Como la televisión transmitió las imágenes, el mundo pudo contemplar los métodos fascistas empleados en Copenhague contra las personas. Jóvenes en su inmensa mayoría, los manifestantes reprimidos se ganaron la solidaridad de los pueblos.
Para los jefes del imperio, a pesar de sus maniobras y sus cínicas mentiras, está llegando la hora de la verdad. Sus propios aliados creen cada vez menos en ellos. En México, como en Copenhague y en cualquier otro país del mundo, encontrarán la resistencia creciente de los pueblos que no han perdido la esperanza de sobrevivir.
Fidel Castro Ruz
Diciembre 17 de 2009
6 y 46 p.m.
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Por lobogabriel - 18 de Diciembre, 2009, 13:42, Categoría: lecturas
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Declaraciones de dictador Micheletti: presagio de muerte contra resistencia
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EL Comité de Familiares de Detenidos Desaparecidos en Honduras, COFADEH, ante el pueblo hondureño, la comunidad nacional e internacional y medios de comunicación, se pronuncia en relación a las declaraciones del usurpador Roberto Micheletti sobre la participación de la Resistencia en el crimen de la joven Nicolle Rodríguez Cabrera:
1.- Las declaraciones de Micheletti se dan en el marco de masacres de personas en distintos puntos del país, los asesinatos contra el defensor de derechos humanos, Walter Tróchez; de Karen Jessenia Hernández Mondragón quien murió este día en el Hospital Escuela como consecuencia de disparos recibidos el 14 de diciembre, la desaparición de Carlos Roberto Turcios Maldonado, dirigente del Frente Nacional de Resistencia, el 15 de diciembre en San Pedro Sula y la persecución y detenciones ilegales contra los campesinos del Movimiento Unificado Campesino del Aguán, MUCA.
2.-Ante estas aseveraciones del dictador Micheletti en acusar a la Resistencia de ser la responsable del asesinato de la joven Rodríguez Cabrera, son presagio de más sangre en el país, de persecución y más violencia contra quienes hemos decidido hacerle frente a este régimen de facto liderado por Micheletti-Romeo Vásquez-Velásquez y los grupos político-empresariales que llevaron a cabo el golpe de Estado contra el presidente constitucional Manuel Zelaya Rosales, el 28 de junio pasado
3.-Denunciamos que las declaraciones vertidas ante medios de comunicación por el dictador son una más de las irresponsabilidades que ha cometido desde el 28 de junio, con el objetivo de atentar contra la Resistencia, él estaría preso si en el país se diera una profunda investigación por esas declaraciones del dictador que están anunciando muerte y expulsando odio, porque la joven Nicolle no pertenece ni a la resistencia ni es integrante de los golpistas. Solo falta que en cadena nacional atribuya a la resistencia, la muerte del joven Edwin Canaca, ocurrida este día en la madrugada.
4.-Señalamos que son el preámbulo de una nueva escalada de represión contra los medios de comunicación que con valentía se han mantenido firmes en denunciar las atrocidades de este régimen que hasta la fecha ha cobrado más de 30 muertes, centenares de torturas, persecuciones, amenazas, vigilancia, en suma una estrategia de terror para doblegar al pueblo hondureño y que acepte con normalidad el golpe de Estado.
5.-También estas acusaciones se suman a expresiones de desprecio contra el pueblo hondureño por parte del señor Oscar Andrés Rodríguez, quien ha manifestado que en el país los ametrallamientos ocurridos, solo están en la mente de quienes denunciamos esta arbitrariedad, solo basta ver los hechos debidamente documentados que tiene el COFADEH y otras organizaciones de derechos humanos. Le exhortamos a que solicite información en las oficinas de las organizaciones que procuramos y defendemos los derechos humanos y acompañamos a las víctimas en la exigencia de justicia.
6.- 5.-Como consecuencia de esta persecución política se ha conformado el Comité de Presos, perseguidos y exiliados políticos, por la dictadura. Esta instancia tiene el objetivo de accionar contra esta persecución.
7.-Desde este espacio humanitario, responsabilizamos a Micheletti, a Romeo Vásquez Velásquez y todos sus cómplices, a quienes todo el pueblo conoce, de la agudización de la represión contra los miembros de la Resistencia y hacemos un llamado urgente a los organismos internacionales de derechos humanos para que agilicen acciones que salvaguarden la vida del pueblo hondureño.
DE LOS HECHOS Y LOS HECHORES
NI OLVIDO NI PERDON
Comité de Familiares de Detenidos Desaparecidos en Honduras, COFADEH
Tegucigalpa M.D.C. 17 de diciembre de 2009
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Por lobogabriel - 18 de Diciembre, 2009, 13:39, Categoría: periodico
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